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12 maggio 2011

La "Tastiera" nuova...

Oggi 12 Maggio 2011, svolta epocale per me, un piccolo cambiamento che al mondo non importerà, essendo il mondo succube di un soggettivismo dell'essere, motivo per il quale questo articolo passerà inosservato.

Ma dopotutto internet è un grande giornale in cui una sezione della descrizione della nostra vita è dedicata ai sentimenti, per l'appunto quelli che mi suscita cambiare tastiera, dopo circa un decennio che clicco gli stessi tasti e fra polvere cibo e coca cola una volta l'anno ho pulito con cura e che ha resistito a 5 computer e un centinaio di formattazioni...

E che soprattutto mi ricorda tutte le volte che ho scritto e nottate intere sono stato a battere lavori mail diari siti e quant'altro... e se l'affezione per un oggetto può esistere essendo essa stessa parte del benessere che l'oggetto ti porta, posso dire che le mie dita sono cresciute con quella distanza fra i tasti, quell'impedenza e resistenza al battere e che era il modo migliore di non stancare le mie manine..

La tastiera nuova, il cui colore è passato dal classico bianco sporco al nero, ha il dovere di essere picchiata dalle mie dita scrivendo le memorie della sua precedente madre.

Quindi ho scritto queste due parole, mi capiranno quei pochi che quando cambiano tastiera non riscono più a scrivere con 10 dita e battere centinaia di caratteri a velocità esorbitanti senza commettere errori e senza guardare la tastiera, se non per un paio di lettere accentate che per chi volesse abbreviare i tempi sono ormai sostituite da un misero apostrofo.

Saluti a tutti
Cordiali saluti alla mia tastiera
Felicitazioni per la tecnologia che avanza, speriamo sia resistente e duri altri 10 anni, e non sia scadente e facile di usura.

Ciao

17 marzo 2011

Stress da lavoro: come combatterlo con la dieta

Mens sana in corpore sano: fate vostro questa antica massima latina. Migliorando il tono muscolare e il sistema nervoso, anche umore e rilassamento mentale trarranno importante giovamento.

A partire dal mattino evitate il solito caffè o l’onnipresente cappuccino al bar: perché non variare? Sperimentate una spremuta di arance e pompelmo, ricca di vitamine, oppure un té verde ricco di antiossidanti. Un centrifugato o un frullato vi permetteranno di saziarvi e sentirvi energizzati.

Via libera a verdure e frutta, carboidrati (meglio se integrali) e qualche volta pesce o carne, se non siete vegetariani.

In situazioni stressanti specialmente le donne tendono a consolarsi con il cibo: attenzione ai cibi ricchi di zucchero come i dolci, che placano sul momento le ansie grazie a un innalzamento della serotonina, ma contribuiscono a un’alterazione dei minerali.

Scegliete fruttosio e miele al posto dello zucchero e un cucchiaio al giorno di lievito di birra per la vitamina B.

E ovviamente tuffatevi nelle spezie: un mondo colorato, denso di profumi e fascinazioni, che trasformerà il pranzo in ufficio nell’ispirazione di un luogo altro, esotico quanto suadente.

31 dicembre 2008

Ultimo giorno dell'anno... Resoconto!

Ciaoooo,
          il 2008 sta per finire.. che dire?? ... è stato un meraviglioso 2008 semplicemente perchè c'è stato!!!! sono felice di averlo vissuto, mi dispiace di aver passato qualche brutto momento ed esperienza... sono felice di avere trovato nuovi amici, nuovi amori, nuove prospettive di vita, nuova voglia di andare avanti... nuovo ottimismo... spero di riuscire a trasmettere il mio ottimismo e la mia felicità alle persone che mi circondano, quelle a cui tengo in particolare... e renderle happy!! nonostante le difficoltà o i problemi che li possono affliggere..............................................
 
SMACK 2008.... SEI UN GRANDE, TI SALUTO...
                                                                            CIAO 2009, NON VEDO L'ORA DI VIVERTI!!!
 
Ciaooooo  a tutti... felice anno!


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19 novembre 2008

L'AMORE PROFONDO

L'AMORE PROFONDO

(da: "L'Arte di Amare" di Erich Fromm - Ed. Il Saggiatore)

Nell'amore si è trovato, alla fine, un rifugio alla solitudine. Si forma un’alleanza a due contro il mondo, e questo egoismo a due è scambiato per amore e intimità.

(...) Amore come soddisfazione reciproca e amore come "cooperazione", come rifugio alla solitudine, sono le due "normali" forme della disintegrazione dell’amore nella società occidentale moderna, la patologia socialmente schematizzata dell’amore. (...)

L’amore è possibile solo se due persone comunicano tra loro dal profondo del loro essere, vale a dire se ognuna delle due sente se stessa dal centro del proprio essere. Solo in questa "esperienza profonda" è la realtà umana, solo là è la vita, solo là è la base per l’amore.

 

L’amore, sentito così, è una sfida continua; non è un punto fermo, ma un insieme vivo, movimentato; anche se c’è armonia o conflitto, gioia o tristezza, è d’importanza secondaria dinnanzi alla realtà fondamentale che due persone sentono se stesse nell’essenza della loro esistenza, che sono un unico essere essendo un unico con se stesse, anziché sfuggire se stesse. C’è solo una prova che dimostri la presenza dell’amore: la profondità dei rapporti, e la vitalità e la forza in ognuno dei soggetti.


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16 maggio 2008

La Fenice

COMUNICATO STAMPA

 

Università: sondaggio “SPREMI LE MENINGI”

 

L’associazione studentesca “La Fenice” è da sempre dedita alla vita attiva dell’Ateneo, fatta non solo di libri ma anche d’impegni all’interno delle istituzioni, vicina allo studente in tutte le attività che, giorno dopo giorno,  impegnano la stessa nell’organizzazione di eventi culturali, convegni e aspetti goliardici della vita studentesca.

“La Fenice”, a partire dal 15 maggio, sta somministrando agli studenti dell’Università di Catania, partendo dalla facoltà di Medicina e chirurgia, il sondaggio “spremi le meningi” con lo scopo di valutare i bisogni e lo stato di soddisfazione dei principali servizi di Ateneo e facoltà. Inoltre sarà possibile proporre nuove idee indirizzate al miglioramento dei servizi universitari che saranno valutate e premiate da una commissione ad hoc.

Il sondaggio mira alla valutazione dei servizi offerti da CUS, CASR, ERSU, alla valutazione degli organi di presidenza di corso di laurea e facoltà, delle segreterie degli studenti ma soprattutto alla valutazione dell’offerta formativa, ovvero lezioni frontali, tirocini, lezioni teorico-pratiche, attività didattiche elettive e organizzazione degli esami.

La somministrazione viene effettuata dai membri dell’associazione, che quotidianamente prestano il loro tempo all’interno delle facoltà cercando di essere parte attiva e valore aggiunto del nostro Ateneo.

L’esito del sondaggio, debitamente analizzato, verrà reso pubblico e fruibile a tutti al fine di permettere agli organi competenti un più reale contatto con il mondo studentesco e, laddove necessario, apporre eventuali interventi migliorativi dei servizi.

 

 

Il responsabile

Salvo Di Leo




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6 maggio 2008

La settimana scorsa Gaia e?…

Preso dal web...

La settimana scorsa Gaia e? venuta a trovarmi e come al solito mi ha raccontato l?ennesima disavventura che le e? capitata. Per chi si fosse perso le precedenti performance Gaia ha la predisposizione a cacciarsi nei guai e soprattutto a soddisfare le fantasie sessuali degli uomini protagonisti, quasi sempre involontari, delle sue avventure. L?ultima e? successa in autostrada. Come capita parecchie volte, soprattutto per chi come lei dimentica le cose , si trovava a percorrere l?autostrada alla meta? di agosto, sotto un caldo torrido , per essersi dimenticata una bolletta da pagare e con l?imminente taglio della luce. Per riuscire ad evitare cio? doveva presentarsi negli uffici entro le 5 e pagare il dovuto, pena il taglio della corrente. A questo dovete aggiungere l?aria condizionata non funzionante e l?impossibilita? di aprire i finestrini per la pigrizia di portare la macchina dall?elettrauto ad aggiustare i comandi elettrici. A meta? strada non riusciva piu? a respirare , nell?abitacolo c?erano 50 gradi e lei era al limite del collasso. Stava quasi per fermarsi sulla corsia di emergenza quando vide apparire l?entrata di una piazzola di sosta. Questa era distante 200 metri dalla strada ed appena arrrivo? vide tre camion fermi con i relativi tre autisti intenti a mangiare. Appena fermata la macchina Gaia si catapulto? fuori senza rendersi conto dello spettacolo che offriva ai tre uomini. Per il gran caldo che aveva sopportato fino ad allora aveva la camicia e la gonna di cotone appiccicate addosso. In particolare la camicia era talmente bagnata che era diventata trasparente ed aveva aderito al corpo, mettendo in risalto il suo seno sodo contenuto in un bel reggiseno a balconcino da cui facevano capolino i due capezzoli contornati da una piccola aureola . La gonna era aderente alle gambe e metteva in evidenza la loro tonicita? dovuta a costanti allenamenti e corse. I tre la squadrarono e dopo uno sguardo d?intesa due cominciarono a correre verso di Lei. Prima di rendersene conto cosa le stesse capitando Gaia si trovo? catapultata dai due nel bosco antistante , quattro mani cominciarono a spogliarla strappandole gli indumenti fino a lasciarla completamente nuda. Ridestatasi Gaia tento di coprirsi e comincio? ad urlare chiedendo aiuto.nMa i due la imbavagliarono con un brandello della camicetta e la bloccarono contro un albero aspettando il loro compare. Gli urli di Gaia per? erano stati uditi da una poliziotta in motocicletta in servizio alla polstrada che si era fermata per rispondere ad una chiamata. Sorprese i due che stavano palpando ogni centimetro del corpo di Gaia in attesa di soddisfare i loro appetiti sessuali all?arrivo del terzo compare. Gli intim? di liberare Gaia la quale non riusc? ad avvertirla dell?imminente arrivo del terzo compare che con una bastonata la tramortii . Ora la situazione era disperata sia Gaia che la poliziotta erano legate a penzoloni a due enormi rami. Entrambe nude erano alla merc? delle loro pervertite bramosie. Infatti anche i tre non potevano credere alla fortuna di avere a disposizione due corpi di donna favolosi. Gaia aveva una splendida terza , mentre la poliziotta una conturbante quarta. Entrambe avevano dei seni sodi e grossi a cui facevano capolino due capezzoli contornati da una piccola aureola, un culo tondo e tonico per non parlare della loro pelle appena coperta da una abbronzatura che dava una sensazione di calore ed aumentava la voglia di possederle. Inoltre avere per le mani una poliziotta voleva dire togliersi la soddisfazione di farle pagare le numerose multe che i suoi colleghi e colleghe avevano elargito ai tre.nAlla poliziotta si dedicarono in due , mentre Gaia fu presa dal pi? grosso dei tre. Fecero riprendere i sensi alla poliziotta che, appena si rese conto delle situazione, cominci? a dimenarsi per tentare di liberarsi . Ma i tre le avevano bloccate bene ed ogni tentativo di liberarsi era vano, aumentava solo il dolore ai polsi stretti dalle corde che le legavano ai rami.nMentre due facevano la guardia alle donne uno si allontan? per circa pochi minuti. Nel frattempo i due ne approfittarono per conoscere profondamente le due donne. Bloccate le gambe per evitare di ricevere calci cominciarono a giocare con i capezzoli torcendoli e provocando un dolore lancinante alle due poverette che non potendo urlare perch? imbavagliate emettevano dei flebili rantolii. Smisero non appena torn? il loro compare che teneva in mano un enorme fascio d?erba. A Gaia vennero i sudori freddi non appena riconobbe che quel fascio non era erba , ma ortiche. I tre munitisi di guanti presero dei mazzi di ortiche e cominciarono a passarli sui seni delle due donne gi? martoriati precedentemente. Dopo pochi minuti le mammelle erano completamente urticate e di un color porpora. Piccole bolle erano comparse su di loro e sia Gaia che la poliziotta erano allo stremo della sopportazione tanto da piangere per il dolore. Non contenti i tre presero nuovi mazzi e li passarono sul resto del corpo con doverosa perizia soprattutto per il loro culo. Una volta che il corpo di entrambe f? completamente ricoperto da bolle che aumentarono il supplizio i tre si dedicarono alla poliziotta. Due afferrarono le sue gambe e vincendo la sua resistenza le divaricarono e la immobilizzarono. Il terzo prese tutto il mazzo che rimaneva delle ortiche e cominci? a passarle sulla sua passera in modo da toccare anche il clitoride. La poliziotta tentava di liberarsi da quel supplizio tentando di dimenarsi, ma i due uomini riuscivano a tenere testa ai suoi movimenti permettendo al terzo di fustigarla con il mazzo di ortiche.nDopo cinque minuti di tale tortura la lasciarono libera, ma la donna era talmente esausta che ciondol? appesa all?albero per alcuni minuti senza la forza di alzare la testa , ma emettendo singhiozzi e lamenti soffocati dal bavaglio.nLasciarono che la poliziotta si riprendesse per l?ultima fatica e si dedicarono a Gaia che ancora sentiva il fuoco sulla pelle dovuto alle sferzate inflittale con i mazzi di ortiche. Due cominciarono a palparla in mezzo alle cosce ed in particolare vicino alla figa , questi massaggi cominciarono a lenire la sua resistenza e la portarono ad agevolare i loro palpeggiamenti, la cosa aument? quando uno cominci? ad infilargli le dita nella vagina provocandole dei forti sussulti ed una copiosa uscita di umori dalla figa evidenziando il suo stato di eccitamento. I due continuarono a palpargli la vagina e a sollecitarle il clitoride tanto da indurirlo eccitando Gaia, ma appena si accorsero che era vicina a godere i due si fermarono all?improvviso, bloccandole in gola le urla di piacere che stava per emettere e rimandando indietro l?orgasmo ormai al culmine per esplodere in una sensazione profonda di goduria. Piena di rabbia per il mancato godimento Gaia cominci? a scalciare nel tentativo di colpirli per vendicarsi dello stato di repressione per non aver goduto.nNel frattempo la poliziotta si era quasi ripresa ed i tre decisero di slegarle per iniziare la penultima fase del rito a cui stavano sottoponendo le due donne. Essendo la poliziotta quasi inoffensiva decisero che il pi? grosso di loro l?avrebbe scopata , mentre a Gaia si dedicarono gli altri due nell?intento di aiutarsi in caso si fosse ribellata. L?energumeno non ci pens? due volte , prese la poliziotta la mise a quattro zampe e senza tanti preamboli le pianto il cazzo nel culo . La donna sentendosi squartata si riprese , ma non pot? fare molto se non urlare dal dolore e subire l?inculata passivamente. Era talmente arrendevole che rimase prostata in avanti con le mammelle che rovinavano sul terreno per i violenti colpi con cui l?uomo la stava pistonando ed esausta per i trattamenti subiti. L?uomo, che l?aveva brancata per i fianchi in modo da inchiodarla al suo pistone, lasci? la prese per dedicarsi alle sue enormi mammelle che al momento si stavano scorticando sulla ghiaia sotto la spinta dei suoi colpi. E brancati i capezzoli cominci? a passarli tra le dita della mano strizzandoli il pi? possibile e non soddisfatto prese a palpargli violentemente le zinne tanto che alla donna parvero strette fra due tenaglie.nNel frattempo Gaia era stata distesa sulla terra con la schiena e mentre uno la teneva ferma per le braccia l?altro le fissava i polsi a due paletti piantati sopra la sua testa. Appena finito uno le si mise a cavalcioni sullo stomaco ed estratto il cazzo cominci? a strusciarlo fra le sue sode tette ed inizio una splendida spagnola ; con le mani prese le sue tette in modo da chiudere il suo uccello fra le zinne di Gaia aumentando cos? anche la pressione sul suo glande. L?altro non perse tempo ed alzate le gambe le infilo il membro nella figa gi? ben umidificata dai suoi precedenti umori. Dopo pochi minuti di strofinamento l?uomo schizz? in faccia a Gaia un litro di sborra che in parte fu costretta ad ingoiare con sommo piacere dell?uomo. Anche la sua figa fu inondata da un getto di sborra che la riempi talmente che quando si rialz? ebbe la sensazione che un torrente d?acqua stava scendendo lungo le sue cosce.nAnche la poliziotta era alla fine del suo supplizio , infatti, dopo essere stata sodomizzata dovette spompinare il cazzo dell?energumeno, ormai era talmente esausta da non avere pi? la forza di ribellarsi . Questi dopo averle riempito il culo le inond? la bocca facendo in modo che ingoiasse tutta la sborra.nNon contenti i tre legarono a terra le braccia e le gambe in modo che fossero divaricate al massimo e le scorparsero di miele e bricciole senza limitarsi nelle palpate a quei corpi che li avevano tanto soddisfatti. Quindi si allontanarono e dopo dieci minuti comparvero con dei sacchi. Svuotarono i contenuti in mezzo a loro e tra le loro gambe, occorse poco alle due poverette per capire cosa volessero fare. Infatti dai mucchi cominciarono ad uscire migliaia di formiche rosse che attratte dal miele e dalle bricciole si impadronirono dei loro corpi. La sensazione fu quella di essere colpite da migliaia di spilli in ogni parte del corpo. Tentarono di divincolarsi per scrollarsi dal corpo quei diabolici animaletti che le stavano massacrando di morsi. Divertiti dai loro continui spasmi dovuti ai morsi e dai vani tentativi di levarsi di dosso le formiche i tre le abbandonarono ridendo. Per loro fortuna pass? poco tempo prima che i colleghi della poliziotta le liberassero allarmati dal fatto che non rispondeva alle chiamate. nnCome nei migliori film ogni fatto o personaggio ? puramente casuale ed inventato ?? tranne Gaia ovviamente.nNe approfitto per augurare a Gaia , mia musa ispiratrice, un felice anno nuovo pieno di meravigliose avventure per la felicit? mia e dei lettori.


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permalink | inviato da salvodileo il 6/5/2008 alle 17:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

13 aprile 2008

Interviste elettorali a tutti i candidati, ascoltale prima di votarli !!!

10 aprile 2008

Stupenda ... la canzone del V2-day! Scaricala.. clicca qui

Leo Pari mi ha inviato il brano per il 25 aprile 2008. Il V2 Day è anche un evento musicale. Voglio ringraziare, insieme a Pari, Piotta e Radici nel Cemento, anche tutti gli autori per le canzoni dedicate al V2 day e pubblicate su YouTube.

Scaricate il brano musicale "V Day (2.0)"

V Day (2.0) – Leo Pari, Piotta, Radici nel Cemento

Il 25 di Aprile ci dobbiamo riunire,
c'è ancora molto da fare e ancora molto da dire.
È passato l'inverno, è caduto il governo
l'Italia è diventata un inferno.

RIT:
Al V-Day ci sei o non ci sei,
questa è la nuova evoluzione della rivoluzione.
Al V-Day ci sei o non ci sei,
serve una nuova soluzione c'è troppa corruzione.

Ci fai o ci sei ma non vedi che tutto
il mondo fa brutto, è sempre più distrutto
ed ogni giorno è un lutto e non te l'hanno detto
o l'hanno scritto e messo dentro a un trafiletto:
di quel poliziotto spari altezza uomo,
voglio un mondo nuovo e sono qui che suono
per quel tibetano che pregava inerme,
per quello studente che di armi niente.
E se tu sei di parte sto dall'altra parte
perché sto connesso io non sto in disparte,
perché parte in rete e scalcia come un mulo
quindi qui concludo con un vaffanculo.

Onorevole, onorevole
non credo alla politica la situazione è critica,
questo è disonorevole
è diventata cinica pure la lista civica

RIT:
Al V-Day ci sei o non ci sei,
questa è la nuova evoluzione della rivoluzione.
Al V-Day ci sei o non ci sei,
serve una nuova soluzione c'è troppa corruzione.

Questa che senti è la voce di una massa
di gente che non vuole più saperne della casta
e avanza compatta gridando basta
senti cosa dice? Andatevene affa.
A chi ruba, a chi ammassa e così fa cassa,
chi con le sue leggi fa mambassa e tutto arraffa.
State alla frutta, al caffè al bicchiere della staffa,
la gente cosa dice? Andatevene affa!

Onorevole, onorevole
non credo alla politica la situazione è critica,
questo è disonorevole
è diventata cinica pure la lista civica

8 aprile 2008

Quasi, quasi querelo Berlusconi...

di Beppe Cremagnani
Ci sto pensando, quasi, quasi querelo Silvio Berlusconi per plagio. Perché? E’ presto detto. Con Enrico Deaglio abbiamo fatto due film inchiesta- Uccidete la democrazia! E Gli imbroglioni- per denunciare i brogli che ci furono alle elezioni del 2006. Troppe cose erano andate storte nel 2006 per pensare solo a un concatenarsi di coincidenze. Noi, dopo un’inchiesta molto approfondita, eravamo arrivati alle conclusioni  che i risultati erano stati falsati da un maneggio informatico capace di commutare le schede bianche in voti al centrodestra al momento del conteggio al Viminale.

I sondaggi e gli exit poll di decine di Istituti di ricerca,  l’inspiegato crollo delle schede bianche, i risultati che non arrivavano a causa dei blocchi ai computer del Ministero degli Interni, le visite irrituali del ministro degli interni a casa del presidente del consiglio Silvio Berlusconi per comunicargli dati elettorali che davano la CdL vittoriosa, la faccia stravolta di Fassino che annunciava la vittoria dell’ Unione senza aspettare il Viminale erano stati i punti di partenza dell’indagine giornalistica.  La bufala delle schede nulle all’indomani dei risultati e le pretese di Silvio B. rivolte al Quirinale di sospendere il risultato elettorale, in una situazione definita dal segretario del PdCI Oliviero Diliberto di pre-golpe ci avevano vieppiù convinto
Quando i film uscirono fu uno scandalo, la destra li attaccò dicendo che erano tutte fandonie. Ma poi è successo un fatto strano. Zitto,zitto Silvio B. ha cominciato a smontare la sceneggiatura in tanti pezzetti e ha usato ciascun pezzetto per costruirci sopra una campagna politica. Ha detto che il crollo delle schede bianche era servito per spostare voti, ha denunciato i blocchi al sistema del Viminale, ha raccontato la visita  dell’ on. Pisanu che la notte dello scrutinio mentre i risultati non affluivano è entrato nel suo studio per annunciargli la vittoria del centrodestra sia al Senato che alla Camera, ha detto di aver controllato personalmente i verbali di seggio, quelli che servono alla Cassazione per proclamare i risultati, e di aver trovato moltissime irregolarità. Insomma ha attinto a piene mani al nostro lavoro senza citarlo mai. Ovviamente ha affermato che i brogli sono della Sinistra che è professionista nel manipolare i voti. Ovviamente si è dimenticato di dire che l’organizzazione e il conteggio dei voti alle elezioni del 2006 era tutto a cura del governo di centrodestra, ovviamente non ha detto che il travaso delle bianche in schede votate è avvenuto a vantaggio del centrodestra e che molti studiosi di flussi elettorali spiegano  così il fantastico recupero della Casa delle Libertà data sotto di almeno quattro punti in percentuale dai sondaggi e dagli exit effettuati il giorno stesso del voto. Adesso Silvio Berlusconi parla di nuovo di brogli, li teme, è quasi sicuro che ci saranno, ha detto che i sondaggi lo danno in vantaggio di dieci punti e che se perderà sarà a causa dei brogli. Ha affermato anche di essere  sicuro che torneranno le schede bianche. Beato lui che può dire certe cose senza che un magistrato e i suoi avversari politici gli chiedano conto. Forse non lo prendono sul serio. Niente di più sbagliato perché l’uomo sa essere stranamente profetico. L’altra volta ci aveva azzeccato. Ricordate? Cominciò a parlare di brogli in campagna elettorale quando nessuno ci pensava e non ha mai smesso fino ad ora. Direte voi, forse non è solo profetico, forse sa qualcosa che noi non sappiamo. Può darsi.  A me intanto domenica mattina venivano i brividi leggendo la vignetta di Altan sulla prima pagina de La Repubblica. C’era un tizio prono davanti al cavalier Banana che diceva riferendosi alla sinistra: “ E se i brogli non li fanno? “ “ Facciamoli noi “ rispondeva il cavalier Banana. In conclusione cari amici di articolo21 domenica andate a votare,  soprattutto abbiate cura del vostro voto cercate di seguirne il viaggio dal seggio alle segrete stanze dove si conta. Non vorrei passare l’estate a lavorare a una nuova sceneggiatura post elettorale.
Beppe Cremagnani


07/04/2008

3 aprile 2008

Conoscerli .... x evitarli !! Leggere e diffondere!

Per una presa di coscenza, vi mando una cosa molto sfiziosa!! molto molto , una lista di canditati con tutte le imputazioni... natualmente IMPARZIALE ... le destre e le sinistre, leggetelo e soprattutto

DIFFONDIAMO IN TUTTA CATANIA

http://groups.google.com/group/cittainsiemegiovani/browse_thread/thread/bd5a08e7414406c3



Vi chiedo contemporaneamente un altro favore, personale e non del gruppo stilatore, di mettere come avatar l'immagine che vi allego, che promuove l'impegno di una lista civica di candidati non indagati ne condannati, a prova di ciò sono stati certificati da Beppe Grillo e che stanno lottando per ottenere una rappresentanza all'assemblea regionale.
          
            Ciò ci permetterà di sapere qualunque cosa venga fatta alla regione tramite la pubblicazione di dati di assemblee e delibere sul sito:

www.soniapresidente.it

dove attualmente potete anche visionare i video di presentazione, liste e programmi


30 marzo 2008

Beppe Grillo nella tana del lupo!

STASERA Non mancare !!!

 

Beppe Grillo presenta Sonia Alfano

 

dove?

 

ai benedettini, piazza dante (alla fine di via san giuliano sulla sinistra) ORE 9:00, (se vuoi ci andiamo assieme)

 

LOTTIAMO PER UN SOLO RAPPRESENTANTE CHE CI COMUNICHI ATTRAVERSO LA RETE E IL SUO (NOI) GRUPPO TUTTO CIò CHE DI ILLEGALE LOMBARDO E I SUOI  FARANNO..

PERCHè LA MAFIA SMETTA DI SCHIAVIZZARCI    !!!!!!!!!!!

 

baci bye www.salvodileo.ilcannocchiale.it


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permalink | inviato da salvodileo il 30/3/2008 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

22 marzo 2008

Cosa significa se sbadigli troppo?



Cosa è lo sbadiglio? Alcuni dicono che sia sonno, secondo altri è bisogno di ossigeno, infine alcuni dicono sia noia!

Io sbadiglio continuamente da qualche mese, sono iperattivo, iperimpegnato, certo non dormo molto, ma il mio sbadiglio non è sonno nè bisogno di ossigeno, è semplicemente noia! Semplicemete noia della vita....

... senza qualcuno da amare, qualcuno con cui litigare, qualcuno con cui confrontarsi, qualcuno che ti manca, che ti fa soffrire ...

... senza queste cose, non ti resta che sbadigliare... ma non credere che ti cadrà tra le braccia..

                            In bocca al lupo!
                            Buona Fortuna!
                            In Culo alla Balena!
                            In fondo al Mare!
                                                                                          e se sprofondi troppo nella solitudine
                                                                                          chiudi gli occhi e stai in silenzio
                                                                                          sentirai la compagnia nel tuo cuore
                                                                                          nei ricordi che ti hanno dato tanto amore!
    

21 marzo 2008

Per chi vota la mafia

Per chi vota la mafia
di Peter Gomez

L'amico del killer che uccise Falcone, i notabili sotto processo o assolti per cavilli, i parenti stretti dei padrini. Tutti i nomi nelle liste di Udc, Pdl e Pd. Ecco il peso dei boss nelle elezioni


Se le cose andranno come devono andare, se in Sicilia l'Udc supererà la soglia dell'8 per cento dei voti, nel prossimo Senato siederà un uomo che Giovanni Brusca, il capomafia killer del giudice Giovanni Falcone, considerava "un amico personale". Si chiama Salvatore Cintola, ha 67 anni, è laureato in lingue e in vita sua è stato prima repubblicano, poi socialdemocratico e quindi socialista. Per qualche settimana ha anche militato in Sicilia Libera, un movimento indipendentista creato nel '93 per volere del boss Luchino Bagarella. Ma alla fine ha scoperto una vocazione per il centro ed è passato alla corte di Totò Cuffaro diventando deputato regionale sull'onda di migliaia di preferenze (17.028 nel 2006). Due anni fa ad Altofonte, raccontano le intercettazioni, la sua campagna elettorale era stata condotta pure dagli uomini d'onore, ma farsi votare dalla mafia non è un reato. Frequentare i boss neppure. E così la posizione di Cintola, iscritto per ben quattro volte nel giro di 15 anni sul registro degli indagati della procura di Palermo, è stata come sempre archiviata.

Cintola, numero quattro del partito di Casini nella corsa a Palazzo Madama, può insomma tentare liberamente il gran salto in Parlamento. E se ce la farà si troverà in compagnia di una foltissima pattuglia di amici, parenti, soci, complici veri, o presunti, di mafiosi, 'ndranghetisti e camorristi. Sì perché mentre Confindustria espelle non solo i collusi, ma persino chi paga il pizzo (persone cioè che codice alla mano non commettono un reato, ma lo subiscono), Udc, Pdl, e, in misura minore, il Pd, di fronte al rischio mafia chiudono gli occhi.

Nelle tre regioni del sud, Sicilia, Calabria e Campania, quello della criminalità è infatti un voto organizzato, al pari di quello delle associazioni dei precari (voti in cambio dei rinnovi dei contratti pubblici)
o del volontariato (voti contro finanziamenti). Quanto pesi dipende dalle zone. In alcuni comuni della Calabria, ha spiegato il pm Nicola Gratteri, sposta fino al 20 per cento dei consensi. Numeri analoghi li fornisce a Napoli il sociologo Amato Lamberti che parla di una "joint venture criminale tra camorristi, imprenditori spregiudicati e e politici affaristi, in grado di orientare su tutta la regione il 10 per cento dell'elettorato". Mentre a Palermo, il vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia (Pd), spiega: "I voti che Cosa nostra controlla sono circa 150mila. Sono una sorta di utilità marginale che, indipendentemente dai sistemi elettorali, serve per raggiungere gli obiettivi: o la quota dell'8 per cento al Senato, o la vittoria complessiva in caso di testa a testa. Solo alla fine della campagna elettorale, comunque, chi opera sul territorio può rendersi conto delle scelte delle cosche. È a quel punto che i mafiosi lanciano segnali: sanno di essere forti e lo fanno pesare".

Già, i segnali, ma quali? I colloqui intercettati durante le ultime consultazioni narrano che Cosa nostra, quando si vede richiedere il voto, sceglie spesso la linea dell'understatement. "Allora noi ci muoviamo. Però con riservatezza, come merita lui, con molta pacatezza, capisci (altrimenti) gli facciamo danno", dicevano nel 2001 i mafiosi di Trabia a chi domandava loro un appoggio per la candidatura di Nino Mormino, l'ex vice-presidente della commissione Giustizia della Camera, oggi lasciato in panchina dal Pdl. Non è insomma più epoca di evidenti passeggiate sotto braccio con il capomafia del paese. E a Palermo, per accorgerti di cosa sta succedendo, devi saper identificare i nomi e i volti di chi distribuisce manifestini o santini elettorali.

Per le politiche del 2006, per esempio, tra ragazzi del motore azzurro, l'organizzazione voluta da Marcello Dell'Utri (condannato in primo grado per concorso esterno e in secondo per tentata estorsione), figurava tutta la famiglia di Rosario Parisi, il braccio destro del boss Nino Rotolo, a cui era stato pure delegato il compito di curare uno dei tanti gazebo berlusconiani. Nel quartiere popolare della Kalsa, invece, fino a venti giorni prima delle amministrative non si vedeva un manifesto. Poi, una bella mattina, sulla saracinesca del negozio vuoto del più importante latitante della zona qualcuno aveva appeso un' immagine del sindaco Diego Cammarata (verosimilmente all'oscuro di tutto). Era il via libera. Mezz'ora dopo i muri dell'intero quartiere, come gli abitanti, parlavano solo di lui.

Non deve stupire: la mafia, anzi le mafie, sono ormai laiche, non sono a prescindere di destra o di sinistra, e prima della chiamata alle urne fanno dei sondaggi. Come ha raccontato il pentito Nino Giuffrè l'organizzazione ha uomini ovunque in grado di percepire gli umori dell'elettorato. Poi, quando diventa chiaro chi può vincere, stringe accordi con chi è disponibile al dialogo. O imponendo candidature, o offrendo voti in cambio di soldi, appalti o favori. Anche per questo, e non solo per distrazione, nelle liste oggi c'è finito di tutto. In Sicilia, per esempio, presentare Cuffaro, condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento, è stato come segnare una svolta.

Cintola a parte, l'Udc fa correre alla camera Francesco Saverio Romano, tutt'ora indagato per concorso esterno; Calogero Mannino, imputato davanti alla corte d'appello di Palermo; e Giusy Savarino, che solo un mese fa ha visto il Tribunale inviare, al termine del processo 'Alta Mafia', alcuni atti che la riguardano alla procura. Secondo i giudici dalle intercettazioni e dai verbali emerge come nel 2001 lo scontro sulla sua candidatura alle regionali tra suo padre, Armado Savarino, e l'ex assessore Udc, Salvatore Lo Giudice, poi condannato a 16 anni di reclusione, sia stato risolto dalla mediazione del boss di Canicattì, Calogero Di Caro.

Certo, si può benissimo concordare con Pier Ferdinando Casini, il quale di fronte alle polemiche, fin qui limitate al nome di Cuffaro, ripete "non è giusto che le liste le faccia la magistratura". Resta però il fatto che il numero di suoi candidati risultati in rapporti con uomini di Cosa nostra, o coinvolti a vario titolo in indagini per mafia, è altissimo. Troppi per ritenere che le accuse lanciate dai pentiti, secondo i quali il voto per il partito di Cuffaro negli ultimi anni sarebbe stato compatto, siano del tutto campate in aria. In questa situazione, con la magistratura che non può intervenire perché per arrivare al processo ci vuole (giustamente) la prova dell'accordo con i mafiosi, a denunciare e bonificare ci dovrebbe pensare la politica.

Il tentativo della commissione Antimafia di far approvare, per iniziativa del senatore di Forza Italia Carlo Vizzini, un codice etico che impedisse la presentazione di candidati collusi almeno alle amministrative del 2007 è però rimasto lettera morta. Al primo febbraio del 2008 su 103 prefetture, solo 86 avevano inviato alla commissione una fotografia di quello che era accaduto nelle urne sei mesi prima. E stando a quanto risulta dai documenti che 'L'espresso' ha letto, mancavano, tra l'altro, all'appello le risposte delle provincie di Avellino, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Taranto e Trapani. I partiti avversari poi tacciono tutti. Il Pdl, nonostante le polemiche contro il "cuffarismo e il clientelismo", è prudentissimo. Anche perché gli azzurri in lista non si sono limitati a ricandidare il senatore Pino Firrarello, condannato in primo grado per turbativa d'asta aggravata e ora sotto inchiesta per concorso esterno, o l'ex sottosegretario Antonio D'Alì, ex datore di lavoro del superlatitante Matteo Messina Denaro, e oggi accusato dall'ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano di aver voluto il suo trasferimento per fare un piacere a Cosa nostra (sulla vicenda è in corso un'indagine e un processo per diffamazione).

Negli elenchi fa capolino pure la new entry Gabriella Giammanco, ex aspirante velina, volto giovane del Tg4, ma soprattutto nipote di Vincenzo Giammanco, definitivamente condannato come socio e prestanome di Bernardo Provenzano. E poi ci sono tutti gli altri. A partire da Gaspare Giudice, assolto in primo grado dalle accuse di mafia con una sentenza in cui il tribunale sostiene di aver però "verificato con assoluta certezza" l'appoggio datogli da Cosa nostra nel 1996 e "con grandissima probabilità" anche nel 2001. Per arrivare a Renato Schifani, considerato in pole position dal 'Giornale' come futuro ministro degli Interni, sebbene negli anni '80 sia stato a lungo socio, assieme all'ex ministro Enrico La Loggia, della Siculabrokers: una compagnia in cui figuravano anche Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, e Benny d'Agostino, imprenditore legato per sua ammissione al celebre capo di tutti i capi, Michele Greco.

Insomma, meglio non discutere di mafia. Un po' come fa il Pd messo in imbarazzo dalle proteste di Beppe Grillo e della Confindustria, quando con un colpo di mano aveva tentato di escludere dalle liste Beppe Lumia. Dietro a quella scelta non è difficile vedere l'ombra del grande avversario di Lumia, il dalemiano Mirello Crisafulli, filmato mentre discuteva, dopo averlo baciato, di appalti e favori con i boss di Enna, Raffaele Bevilacqua. Da quando nel 2007 Lumia, condannato a morte da Cosa nostra, aveva definito la sua candidatura inopportuna, Crisafulli, grande amico di Cuffaro, non lo salutava più. Poi in lista c'era finito solo Crisafulli e Lumia era stato recuperato come numero uno al Senato solo quando era diventato chiaro che stava per passare con Di Pietro. In compenso tra gli aspiranti deputati del Pd è comparso Bartolo Cipriano, ex sindaco e poi consigliere del comune messinese di Terme Vigliatore, sciolto per mafia nel 2005.

Meglio vanno le cose in Calabria, dove le liste di Veltroni, capeggiate dall'ex prefetto De Sena sono in buona parte pulite (al contrario di quanto era accaduto con le regionali quando la 'ndrangheta votò per il centrosinistra). Tra i democratici suscita qualche perplessità principalmente il nome di Maria Grazia Laganà, la vedova di Francesco Fortugno, il vice-presidente della regione ucciso dai clan, sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato nell'ambito delle indagini sulle infiltrazioni mafiose alla Asl di Locri. Qui, come in Campania, la battaglia con il centrodestra si profila in ogni caso all'ultimo voto. E il Pdl candida al Senato (decimo posto) addirittura Franco Iona, cugino primo del boss Guirino Iona, capo dell'omonima cosca crotonese ora in carcere dopo anni di latitanza. Nel 2005 Iona non aveva potuto correre per le amministrative con l'Udeur proprio a causa della sua ingombrante parentela. Ora, nonostante le proteste del presidente della commissione Antimafia Francesco Forgione, Iona si dà da fare per raccogliere voti e ribadisce di essere incensurato.

Difficile comunque che ce la faccia, al contrario di Gaetano Rao, numero 17 del partito di Berlusconi e Fini alla Camera, e soprattutto nipote di don Peppino Pesce, vecchio boss dell'omonima e potentissima cosca di Rosarno. Per uno strano scherzo del destino Rao si ritrova candidato assieme ad Angela Napoli (An), membro della commissione Antimafia e feroce avversaria della 'ndrangheta. La Napoli, insomma, ingoia amaro anche perché con lei sono candidati Pasquale Scaramuzzino, l'ex sindaco di Lamezia Terme, un comune sciolto nel 2002 dal governo per mafia in seguito a una sua battaglia, e Giuseppe 'Pino' Galati, allora leader del Ccd: un partito che l'attaccava a tutto spiano.

Anche in Campania, dove solo nella provincia di Napoli, sono stati sciolti 15 comuni (in prevalenza di centrosinistra) dal 2001 a oggi, c'è incertezza. Alle prese con l'emergenza rifiuti il Pd pare essersi mosso con relativa cautela, anche perché scottato dalle indagini sul clan Misso e i suoi rapporti con la Margherita. Tutt'altra storia sono invece le liste degli avversari. In Parlamento entrerà Sergio De Gregorio, l'ex dipietrista subito convertito a Berlusconi, indagato per riciclaggio dopo che sono stati scoperti suoi assegni in mano a Rocco Cafiero detto ''o capriariello', un contrabbandiere considerato organico al clan Nuvoletta. Con lui ci sarà Mario Landolfi (An), ora costretto a fronteggiare l'accusa di essere stato appoggiato nel 2006 da un manipolo di camorristi. E c'è pure Nicola Cosentino, uno che la mafia se l'è trovata suo malgrado in casa, visto che uno dei suoi fratelli ha sposato la sorella del boss, detenuto al 41 bis, Peppe Russo, detto 'o padrino'. Insomma, c'è da stare tranquilli. Comunque finiranno le cose il 13 aprile avremo un Parlamento specchio del paese. Peccato solo che a essere riflessa, almeno nel sud, sarà anche la parte peggiore.

hanno collaborato Arcangelo Badolati, Giuseppe Giustolisi, Roberto Gugliotta e Claudio Pappaianni

20 marzo 2008

Il popolo del Pil

IL POPOLO DEL "Prodotto interno Lordo"

Anno 2000: i Comuni possono spendere i soldi delle licenze edilizie SOLO a fronte di investimenti.
Anno 2001, ottobre: i Comuni sono autorizzati a spendere i soldi delle licenze edilizie per fare quello che gli pare, grazie al nuovo Testo Unico sull’edilizia.
Arriva il boom edilizio.
Anno 2000: 159.000 abitazioni costruite.
Anno 2007: 298.000 abitazioni costruite e 38.000 ampliamenti di abitazioni.
Le licenze raddoppiano in 7 anni, il territorio italiano viene cementificato da palazzine, nano grattacieli, hangar, seconde, terze, quarte ville, parcheggi, garage. I Comuni raddoppiano gli incassi senza alcun obbligo di destinazione d’uso. Hanno la licenza di uccidere il territorio.

Dove sono finiti i soldi delle licenze edilizie concesse senza più l’obbligo di investimento? Nuovi servizi, asili, piste ciclabili, trasporti pubblici non si sono visti. Farei un’indagine, Comune per Comune.

“I cittadini devono presentarsi in consiglio comunale per chiedere i motivi dello scempio edilizio e documentare l’incontro con una telecamera. Il Bel Paese è nostro, riprendiamocelo.”

All'estero l’Italia vista da fuori appare, un’antica democrazia ed evoluta dalla quale bisogna imparare tutto: l’economia, la politica, scienza, e così via. E’ ovvio che è tutto fondato sull’immagine. Come disse più volte in Tv il più ricco degli italiani: “L’immagine è il fattore più importante sia nel business, sia in politica.”

I cittadini che devono fare gli straordinari, a proprie spese, per controllare i loro dipendenti pubblici, che, e questo è il vero paradosso: hanno scelto loro stessi liberamente. Allora che cosa c’è che non va? Forse non è così vero che i cittadini hanno scelto i loro dipendenti esattamente liberamente? Dico, forse è stato loro concesso di scegliere tra quelli già prescelti? Forse la libera scelta dei propri dipendenti pubblici non è poi così libera? Forse è solo un’immagine, un credo popolare che non esiste più.

Ma allora, se non sono i cittadini a scegliere, chi sceglie per loro? Non sarà mica un regime, nascosto dietro l’immagine di libera scelta? E se così è in Italia, immaginiamo cosa sta accadendo altrove, nel 2, 3 e 4 mondo.
Le vicende in Argentina ci danno una prova più che sufficiente. Il popolo si deve imporre, ancora una volta, e come tutte le volte quando si arriva dinanzi alle grandi crisi(cioè sempre). Smettere di seguire anche la più piccola parte di questo sistema economico-poltico, ora. E fare tutto da capo, piano, e su misura dell’uomo.

Abolire il PIL: Prodotto Interno Lordo! E introdurre il PGL: Prodotto di Gioia Lordo. E poi è anche molto più facile calcolarlo: basta fare due passi in mezzo alla gente. Non servono matematici.

15 marzo 2008

Foxit... piccolo veloce affidabile gratuito

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permalink | inviato da salvodileo il 15/3/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 marzo 2008

Candidati regionali 2008, prov. di Catania

PROPOSTA: aggiungete come commento ogni notizia che avete sui candidati, soprattutto quelle che in un paese civile ne dovrebbero comportare l'esclusione dalla pubbliche istituzioni... se non meglio la giusta condanna!

INFORMARSI è UN DOVERE.. ED IL MIGLIOR MODO DI VIVERE
INFORMARSI è NECESSARIO PER SAPERE CHI VOTARE E CONTROLLARE CHI NON CI RISPETTA E NON RISPETTA I PRINCIPI DI UNA SANA SOCIETà

Forza nuova: Giuseppe Bonanno Conti, Giuseppe Montalto, Fernando
Adonia, Giuseppe Aglianò, Antonina Calmante, Rosaria Cicero, Gaetano
Fatuzzo, Rosario La Spina, Maria Maccarone, Elisa Maugeri, Pietro
Paolo Messina, Matteo Messina, Alberto Pappalardo, Franco Schiavone,
Maria Rita Zappalà, Giuseppe Montagna, Antonello Daniele Amato.

Amici di Beppe Grillo-Sonia Alfano presidente: Sonia Alfano,
Alessandro Messina, Damiano Rapisarda, Giulia Grillo, Isidoro Allegra,
Mario Michele Giarrusso, Luciano Savasta, Blochin Cuius, Savio Pagano.

Rita Borsellino-Sinistra arcobaleno: Lucia Sardo, Alfio Foti, Pippo
Bellomo, Pina Calcagno, Luca Cangemi, Michele Cappella, Giovanni
Caruso, Paolo Castorina, Monica Fiumara, Rita Annalisa Fondacaro,
Giuseppe Furnari, Maurizio Grosso, Tommaso Medici, Carmelo Palumbo,
Maria Catena Rita Pignataro, Monica Spataro, Nello Tringali.

Casini-Udc: Fausto Fagone, Salvo Giuffrida, Angelo Spina, Giovanni
Scaringi, Angelo Moschetto, Nico Le Mura, Armando Sorbello, Nicola
Santangelo, Arturo Aloisio, Gea Basile, Cleopatra Bonaccorsi,
Graziella Caggegi, Elena Giordano, Grazia Maria Guardia Morabito,
Elvira Veronica Rabuazzo, Giuseppina Reale, Deborah Sapienza.

Popolo della libertà: Pippo Ardiacono, Giovanni Cristaudo, Nino
D'Asero, Pippo Limoli, Ascenzio Maesano, Fabio Mancuso, Pippo Nicotra,
Salvo Pogliese, Guglielmo Scammacca della Bruca, Marco Falcone, Angela
Longhitano, Giuseppa Mazzaglia, Salvo Pace, Veronica Parasiliti,
Carlotta Anna Maria Reitano, Giovanna Scandura, Giuseppina Virgillito.

La Destra-Fiamma tricolore: Gino Ioppolo, Silvio Alecci, Nino Cantali,
Domenica Condorelli, Nunzio Michele Cosentino, Michelangela Maria
Cristaldi, Giacomo Gargano, Giacomo Lapiana, Silvia Mangano, Maria Ada
Messina, Salvo Musumeci, Toni Pirrotta, Gioacchino Randazzo, Chiara
Ronsisvalle, Alessandro Maria Giovanni Tornello, Rosalba Rita Torrisi,
Jenny Zagami.

Di Pietro-Idv: Natale Spirio, Eliana Rasera, Silvio Di Napoli, Santo
Todero, Michele Barbagallo, Rosario Guarrera, Egidio Carria, Giuseppe
Guglielmino, Ernana Agnello, Tano Musumeci, Angelo Palumbo, Gaetano
Gagliano, Nunziato Proietto, Gerdardo Costanzo, Carmela Patanè, Maria
Calabrò, Silvana
Ursino.

Pd-Finocchiaro presidente: Giovanni Barbagallo, Nino Di Guardo, Dino
Fiorenza, Nuccio Agliozzo, Silvestro Arcoria, Concetta Bonaffini,
Alfio Cardillo, Giorgia Lorenza Consoli, Luigi Failla, Francesca
Angela Miraglia, Concetta Raia, Salvatore Rubino, Maria Sciuto,
Daniele Sorelli, Beppe Spampinato, Francesca Villafranca.

Mpa-Autonomia Sud: Lino Leanza, Angelo Lombardo, Enzo Oliva, Nino
Amendolia, Giuseppe Arena, Francesco Calanducci, Mimmo Rotella,
Filippo Condorelli, Nicola D'Agostino, Orazio D'Antoni, Mariella
Falcone, Margherita Ferro, Marco Forzese, Melina Fragalà, Serafina
Perra, Carmela Schillaci, Maria Consoli.

Lombardo presidente-Sicilia forte e libera: Gaetano Alba, Vincenzo
Carrà, Mario Chisari, Giancarlo D'Agata, Alfio Di Bartolo, Piero
Mangano, Renato Murabito, Orazio Pellegrino, Emanuele Spampinato, Elio
Tagliaferro, Tina Urzà, Liliana Vasta, Elena Mignemi, Dina Terrasa,
Santina Porto.

Anna Finocchiaro-Presidente per la Sicilia:  Giuseppe Cicala,
Salvatore Anastasi, Felice Belfiore, Eufemia Callari, Barbara
Conigliello, Vito Cortese, Monica Culotta, Anna Finocchiaro, Francesco
Nicotra, Luca Rinaudo, Pippo Randis, Salvino Scalia, Angela
Sciammacca, Nello Sicuri.

Democratici autonomisti-Lombardo presidente: Armardo Alibrandi, Lucia
Angelico, Gigi Attanasio, Saro Fichera, Ignazio Gambino, Salvatore
Gaurrera, Luigi Pappalardo, Anna Polisano, Massimo Porta, Claudio
Raciti, Ionella Consuelo Rapisarda, Francesco Saglimbene, Claudia
Sammiceli, Gaetano Tafuri, Giuseppe Zappalà, Cinzia Raciti, Rosa
Mauceri.


9 marzo 2008

Pubblicità, immagini cool e divertenti

Pubblicità, immagini cool e divertenti

Curiosi, di cattivo gusto, a doppio senso, shockanti, divertenti, geniali, censurati, indecifrabili. Sono solo alcuni degli aggettivi riferibili a questa raccolta di poster pubblicitari che vi proponiamo nella foto gallery.
Lo spunto ce l'ha dato un articolo del sito corriere.it che elencava le 10 pubblicità più agghiaccianti della storia, con in testa quella di una linea aerea pakistana che nel lontano 1979 aveva in qualche modo previsto l'11 settembre. Il pezzo del Corsera ci ha incuriositi ed abbiamo fatto un giro per il web in cerca di altre immagini cool e stravaganti utilizzate a scopo promozionale, trovandone un'infinità!

Pubblicità in gran parte inedite, mai viste in Italia. In molti casi ci troviamo davanti a veri e propri colpi di genio, in altri forse si è voluto più colpire l'immaginario collettivo che fornire un effettivo vantaggio al prodotto reclamizzato. Ma, come si suol dire, parlatene male purchè se ne parli!

Ecco le 50 pubblicità scelte da noi, complete di didascalia:

Link alle 50 foto


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permalink | inviato da salvodileo il 9/3/2008 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 marzo 2008

Sito: iononvotolombardo

Ecco qui un articolo di un gruppo di ragazzi attivi nella lotta contro il controllo del potere e della gestione privata della cosa pubblica!

Io non voto Lombardo

http://iononvotolombardo.wordpress.com/


Febbraio 27, 2008

Quanti di noi avevano tirato un sospiro di sollievo il giorno in cui Totò Cuffaro si dimise da Presidente della Regione Siciliana, quanti di noi per un momento hanno sognato finalmente una Sicilia nuova, libera da clientele, malaffari, e uomini che per decenni  avevano fatto di esse, gli strumenti del loro successo politico?

Questo è il blog della Sicilia stufa e stanca di affondare nel malaffare! Sono giorni, settimane che assistiamo al debutto di quella storia di cui tutti sapevamo già “la fine..dell’inizio”. La storia della nostra terra, dell’isola in cui viviamo, dell’isola in cui vogliamo costruire il nostro futuro, quell’isola per cui abbiamo deciso di restare qui e non muoverci, anche quando si sono presentate le occasioni per andare via (come del resto fanno tanti dei nostri coetanei) , ma noi oltre a sentirci una generazione responsabile, siamo consapevoli di ciò che sta per avvenire in Sicilia, di quanto potere sta per passare di una mano all’altra. Siamo preoccupati e non possiamo a stare fermi.

Interminabili sono stati i nostri i momenti di incertezza e di stupore, i momenti in cui non sapevamo cosa dirci, l’aspettare “la notizia” dell’amico o del media, l’aspettare “la sfida”, la sognavamo, ci credevamo. Infiniti i momenti passati d’avanti i TG e le agenzie, d’avanti i blog di colui che sembrava essere l’unica alternativa (ma perché solo lui?, perchè solo un’alternativa in Sicilia?), aspettavamo “la rottura”, aspettavamo la scesa il campo di quel “senso di responsabilità” che pensavamo esistesse negli uomini che ci hanno sempre indicato il cammino fin da quando, spinti da idee e valori non comuni a tutti, abbiamo deciso di scendere in campo, di “costruire politica”, di costruirci il futuro e di ripulire la Sicilia, da chi per anni, l’ha vista solo come “terra di scambio”, e così come è stato ancora oggi!

La Regione Sicilia barattata per la sicura maggioranza al Senato, barattata con chi, i politici romani neanche osano immaginare! Barattata per colpa di chi ai politici romani non è stato o non sono stati in grado di spiegare chi era l’amico di avventura, da dove veniva, perché è arrivato fin qui e dove potrebbe arrivare nel momento in cui avrà la Sicilia in mano!

Ma chi non ha mai visto in una gara d’atletica la famosa staffetta?  Lo stadio gremito e gi atleti che percorrendo una frazione di pista, si scambiano un testimone. Le squadre l’une con le altre lottano fino all’ultimo centimetro, nessuno si da per vinto almeno fino a quando uno degli avversari non abbia tagliato il traguardo!

E la Sicilia? Cosa mai c’entra in tutto ciò?

In questi ultimi giorni abbiamo assistito, alla più famosa staffette che si accinge a restare nella storia. I partecipanti sono e saranno solo due: Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, gli amici di sempre, gli atleti allenati da Calogero Mammino, colui che per anni li ha consigliati. Nessuna coppa o medaglia all’arrivo, solo il premio più importante e ambito dai due: La Regione Sicilia…e noi siamo Siciliani gli spettatori che incitavamo i concorrenti, che non hanno osato scendere in pista, “osare”, “provarci”, o semplicemente essere sicuri che oggi la Sicilia, sarebbe stata una “SICILIA RESPONSABILE”.

E gli avversari? Dove sono finiti? Perché in tanti si sono per tanto tempo allenati e preparati e alla fine non hanno neanche preso parte alla gara? Perché altri non hanno messo neanche le scarpette ai piedi, provando se erano o no capaci di competere?
Tanti gli interrogativi che vogliamo dibattere con voi, partendo da chiari e semplici presupposti certi:

MAI PIU’ CUFFARISMO IN SICILIA, MAI LOMBARDISMO!
Si cambierebbe semplicemente parrocchia, non chiesa!
IO NON VOTO LOMBARDO!
E TU?

2 marzo 2008

Sicilia - Raddoppiati gli addetti della Provincia con una «controllata»

Marzo 1, 2008

- Dal Corriere della Sera del 26 febbraio -

CATANIA - Una delle creature di Raffaele Lombardo cresciute più in fretta si chiama «Pubbliservizi», società di servizi il cui principale committente è proprio la provincia di Catania. Nata nel 2005 si è fatta grande in poco tempo: ha 500 dipendenti e costa al bilancio provinciale 15 milioni di euro. Dentro c’è un esercito di guardiani, giardinieri, custodi e addetti alle pulizie: molti sono ex lavoratori di cooperative transitate sotto l’ombrello della provincia, altri sono stati assunti per chiamata diretta. Un modo semplice per assumere a tempo indeterminato personale che si considera a tutti gli effetti dipendente della provincia senza dover espletare concorsi e osservare blocchi alle assunzioni. Andando avanti così quella che molti chiamano «la provincia due» si avvia a contendere il primato di dipendenti alla «provincia uno» con i suoi 760 assunti. E Lombardo qualche settimana fa ha pure bandito i concorsi per assumere altro personale. La «Pubbliservizi» è solo un tassello del sistema su cui l’erede di Cuffaro ha costruito la sua forza elettorale. Per il resto è una corsa continua ad occupare posti di comando da trasformare in moltiplicatori di consensi. Raffaele, come lo chiamano tutti, entra ovunque ci sia da spartire incarichi buoni per controllare «clienti» e posti di lavoro. A Catania è ormai l’ asso pigliatutto. All’aeroporto la «Sac Service» è guidata dal fido Orazio D’Antoni. L’autorità portuale ufficialmente è guidata da un uomo di An, Santo Castiglione, che risponde più a lui che al suo partito. Nulla sfugge al controllo di Lombardo: dalle municipalizzate alle nomine nei due principali enti culturali, Stabile e Bellini, fino alle presidenze delle neonate società di raccolta dei rifiuti. Con l’«Ato Ambiente» e «Ato Ionica», per esempio, ha accontentato Mimmo Calvagno e Mario Zappia, transitati all’Mpa dalla Margherita. Ma se c’è un settore in cui Raffaele si segnala è la sanità. Il direttore dell’Asl è un amico della prima ora, Antonio Scavone, mentre le quattro aziende ospedaliere cittadine le ha dovute dividere con l’azzurro Pino Firrarello. Così a Catania i primari devono avere il placet di Lombardo o Firrarello. E tutti, compresi esponenti del centrosinistra, non sanno resistere al fascino del potere di Lombardo. Più che ai tempi del viceré andreottiano Nino Drago. Ne sa qualcosa il presidente degli industriali Fabio Scaccia che, forte dell’indicazione del ministro Bianchi, pensava di essere già il nuovo presidente dell’autorità portuale. Fino a quando (lo ha raccontato in un’assemblea) non gli è stato consigliato: «Lascia stare Bianchi. Ci parlasti cu Raffaele?». Persino il tanto bastonato Scapagnini è stato nell’ ultimo periodo un sindaco commissariato. Basti dire che Catania è l’unica città d’ Italia dove il capo del personale, il ragioniere generale e l’ingegnere capo lavorano sia alla provincia che al comune. E nel suo esercito Lombardo ha arruolato di tutto: ex missini, ex verdi, ex comunisti. L’ importante è che portino voti. Con Raffaele si lavora secondo uno schema che ricorda i sistemi di vendita multilevel (per capirci quelli delle pentole o delle scope elettriche). Diventi capo area se fai un fatturato cento, vieni promosso capo-zona se lo porti a mille. E così via in una continua corsa al rialzo sotto le bandiere dell’autonomia.

25 febbraio 2008

Ti sposerò perchè ..... ??



Ti sposerò perché
mi sai comprendere
e nessuno lo sa fare come te
ti sposerò perché
hai del carattere
quando parli della vita insieme a me
e poi mi attiri sai da far paura
fra il bianco e il nero dell'abbronzatura
ti sposerò perché
ti piace ridere
e sei mezza matta proprio come me
c'è in comune fra di noi c'è più di una cosa
ti sposerò perché
per esempio so che del pallone sei tifosa
ti sposerò perché
non mi chiedi mai il giorno che sarai mia sposa
e poi
e poi perché io so già che
se litighiamo io e te
non stiamo mai più di un minuto
col cuore arrabbiato

ti sposerò perché
ami viaggiare e poi
stare in mezzo alla gente quando vuoi
e sei di compagnia
si vede subito, tant'è vero
che il mio cane ti ha già preso in simpatia
sono straconvinto che sarà una cosa giusta
ti sposerò perché
sei un po' testarda si, ma quel che conta onesta
ti sposerò perché
per un tipo come tu sembri fatta apposta
e poi
e poi perché se chiedo a te
fiducia e un po' di libertà
non dici no
anche per questo
vorrei sposarti presto
ti sposerò perciò
ci puoi scommettere
quando un giorno quando io ti troverò

RAMAZZOTTI - TI SPOSERò PERCHè

17 febbraio 2008

Elezioni Comunali... cosa vogliono i cittadini?

    Un piccolo paese di montagna in provincia di Enna, 10.000 anime che lo vivono correntemente e ne apprezzano la bellezza nella sua semplicità. Sembra di essere così lontani dal resto del mondo quando si è chiusi in questo piccolo circondario, ma allo stesso tempo vi ritroviamo tutte le bellezze del mondo lontano.

    Si sentono le macchine camminare per le strade e gli uccelli cinquettare come volessero accettare la sfida... si vede la gente camminare per le strade, andare nei pub, a ballare a giocare a carte nei bar e nelle società, come a sfidare il freddo che ogni inverno ci conquista a 1.120 mt di altezza.. visitato ormai saltuariamente da un manto bianco.

    Ogni cinque anni, come in ogni comune, le elezioni che mettono in agitazione tutta l'Italia, non risparmiano il nostro paese, un paese che a sembrare quasi strano riesce a uscire sempre con omogeneità nelle sue scelte, nel perseguire i suoi obiettivi, anche a livello provinciale e regionale.

    E ogni volta con coerenza e giustizia, quasi come un affronto alla corruzione nazionale, si effettuano pacifiche elezioni, dove i brogli elettorali non sono necessari nè voluti, dove la gente dice la propria e i partiti accettano le sue scelte e cercano di raggiungere quei pochi obiettivi che sono necessari alla nostra sopravvivenza.

    Ora sono queste le nostre necessità:
- smuovere la coscienza della gente verso la raccolta dei rifiuti, quasi come segno di rispetto nei confronti dei bellissimi boschi e del lago che ci costeggiano, quasi come segno di amore nei nostri stessi confronti che ci vogliamo più civili e coscienti.
- le infrastrutture, il mantenimento delle strade in buone condizioni e degli annessi, parte di un progetto di sicurezza del cittadino, che comincia dagli spostamenti e finisce nel suo lavoro dentro gli edifici pubblici.
- la promozione di prodotti e servizi locali che spingono l'economia locale, nuovi lavori e più possibilità di restare nella nostra cittadina come cittadini attivi e soddisfatti del proprio lavoro.
- il futuro dei nostri bambini, la loro educazione e crescita, una crescita forte dei suoi principi e informata del mondo, per poterli mandare nel mondo in grado di affrontare ogni problema e necessità
- la salute del cittadino, a cominciare da progetti di informazione alla salute, per garantire insieme al SSN la prevenzione dei problemi di salute..

I vostri commenti esprimeranno le altre nostre necessità, in maniera sicuramente più precisa e forte, li aspetto con impazienza.

15 febbraio 2008

Sicilia! siamo in un porcile... aiutiamo i valori a tornare!

Tanto per cambiare, i destini delle elezioni si giocano in Sicilia, dove già nel 2001 il Cainano sbancò 61 collegi su 61. Ma allora la Casa circondariale delle Libertà era allineata e coperta, mentre oggi è dilaniata da varie guerre per bande: Cuffaro contro Miccichè, Miccichè contro Cuffaro, Lombardo contro tutti, Scapagnini in fuga verso Roma dopo aver portato il comune di Catania al fallimento (l'Enel ha spento i lampioni perché il sindaco non paga più le bollette). Astutamente, il centrosinistra ha deciso di non approfittarne, dividendosi sulla ricandidatura di Rita Borsellino, che due anni fa portò al centrosinistra 10 punti in più della somma dei partiti e dunque probabilmente sarà rimpiazzata dalla Finocchiaro senza passare per le primarie. Intanto, nel centrodestra, si sviluppa un alato dibattito al grido del «tu sei più delinquente di me». Tutto comincia con la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggia­mento di alcuni mafiosi. Mentre Vasa Vasa festeggia a cannoli e champagne lo scampato pericolo (lui, conoscendosi, temeva peggio), due noti cultori della legalità come Miccichè e Dell’Utri lo invitano alle dimissioni, seguiti a ruota dalla Prestigiacomo. Anche lei tiene molto alla questione morale: l'altra sera, ad Annozero, annuncia che «non candideremo condannati definitivi». Domanda: dunque Dell'Utri, condannato definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatture, in appello a 2 anni per estorsione mafiosa e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, resterà fuori dal Parlamento? Il terrore le si dipinge sugli occhi: «Dell'Utri gode della mia massima stima e della mia piena fiducia». Condannato sì, ma degno di fidu­cia, dunque ricandidato. Anche perché Forza Italia l'ha inventata Dell'Utri, mica la Prestigiacomo. Ed è meglio non innervosirlo troppo. L'ultima volta fu nel 1991, quando l'imprenditore Vincenzo Garraffa rifiutò di versare a Publitalia un ritorno di 700 milioni di lire in nero su una sponsorizzazio­ne. Dell'Utri, lievemente alterato, gli disse: «Abbiamo uomini e mezzi per farle cambiare idea». Infatti, a stretto giro, Garraffa ricevette la visita a domicilio del boss Vincenzo Virga. Meglio non ripetere l'esperienza, soprattutto per una signora così ben pettinata. Ora però s'è innervosito Cuffaro, che non ha gradito l'invito alle dimissioni da Miccichè, che per giunta vorrebbe prendere il suo posto: «Farò di tutto per impedire la candidatura e l'elezione di Miccichè». Conoscendolo, ha gli uomini e i mezzi per riuscirci. Miccichè, che come disse Ciccio Musetto «ha molto fiuto, e non solo politico», s'è lasciato un po' andare: «Cuffaro parla come se l'avessi mandato a casa io. Invece ci ha mandati a casa lui. S'è fatto condannare, cosa che aveva garantito non sarebbe accaduta, quando lo candidammo. Diceva che i suoi avvocati erano sicuri. E noi a credergli». A questo punto sarebbe interessante sapere chi avesse garantito a Cuffaro l'assoluzione. Esistono due intercettazioni (frettolosamente archiviate dal procuratore Grasso e ripescate dal successore Messineo) in cui Berlusconi, nel novembre 2003, garantiva a Totò che «dall'interno dell'ufficio che si sta interessando di queste cose... ho notizie buone, c'è un orientamento positivo...» e, nel gennaio 2004, che il ministro dell'Interno Pisanu «mi ha parlato e mi ha detto che... è tutto sotto controllo...». Non vorremmo che Totò fosse costretto a spiegare, magari a un pm, cosa intendeva dire l'amico Silvio. Vasa Vasa si sente talmente sicuro da mandare avanti una giovane e avvenente deputata regionale dell'Udc, Giusy Savarino, a bocciare la candidatura Miccichè: «Non per i suoi comportamenti disdicevoli, ma per le sue "debolezze"». Allusione alle frequenti visite del pusher Alessandro Martello al ministero dell'Economia quando l'uomo dal grande fiuto era viceministro. Non certo ai suoi vecchi incontri con personaggi legati alla mafia, che - almeno nell'entourage di Cuffaro - sono cose da nulla. Miccichè replica che «Cuffaro non può scegliere il proprio sostituto dopo aver favorito la mafia». Cuffaro potrebbe ricordare che Miccichè era il vice di Dell'Utri a Publitalia e che Dell’Utri è stato condannato dallo stesso Tribunale che ha condannato lui per aver favorito una dozzina di boss, da Mangano in giù. Ma non vogliamo suggerirgli nulla. Per ora ci godiamo lo spettacolo. Pronti, all'occorrenza, a pagare il biglietto.
l’Unità (12 febbraio 2008)

9 febbraio 2008

7 Gravi lutti nel paese

"Grave lutto nel nostro paese.?7 sono i morti:?i diritti,?la libertà,?la verità,?l'onore,?la giustizia,?la salute,?l'informazione.
Le salme sono state termovalorizzate e fatte accuratamente sparire.
I funerali si sono svolti in forma ridotta durante questi ultimi anni, mentre gli italiani erano intenti a guardare altrove, probabilmente intenti a procurarsi chi il sostentamento necessario, chi il superfluo inutile."


io sn una singola goccia nel mare, un voto nell'italia, ma il mio voto sarà ponderato, il lavoro di chi si è impegnato sarà premiato!


7 febbraio 2008

Al Voto! Napolitano scioglie il Parlamento

Pensiamoci 2 volte prima di votare!

Citato "La corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: "Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili".
Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.
Ho riletto la Costituzione, i suoi 139 articoli, una trentina di pagine.
L’articolo 1 specifica:
- la sovranità appartiene al popolo
L’articolo 48 contiene due punti:
- il voto è personale ed eguale, libero e segreto
- il diritto di voto non può essere limitato
La legge elettorale “porcata” imposta dal centro destra nel 2006 ha cancellato un referendum e eliminato la preferenza diretta. Una legge incostituzionale.
Non si può andare alle elezioni con questa legge, il risultato sarebbe illegittimo, impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto, aver cancellato il referendum ha tolto ogni sovranità al popolo.
Nella Costituzione sono riportate le “Garanzie Costituzionali”.
L’articolo 134 riporta:
- la Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.

Ho deciso di fare un esposto alla Corte Costituzionale perchè dichiari incostituzionale la legge “porcata” e la faccia decadere.

L’articolo 136 infatti specifica:
- quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale a norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La Corte ha due mesi per decidere prima delle elezioni. Se dichiarerà la legge incostituzionale si potrà votare comunque con la legge precedente o spostare il voto dopo il referendum, indetto per maggio e subito annullato con una mossa da bari di professione.
Questa classe politica autoreferenziale ha cancellato due referendum sulla legge elettorale. Decide a tavolino chi ci deve rappresentare in Parlamento. E' costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è incostituzionale? Stay tuned!" Beppe Grillo

Speriamo ci riesca!
www.beppegrillo.it
www.listacivicanazionale.it

28 gennaio 2008

MPA siciliano, che storia!!

Cenni sulla storia del movimento per le autonomie (MpA) siciliano

Dal nostro corrispondente della Sicilia
Sul numero 10/2006 de Il Bolscevico abbiamo diffusamente trattato dell'alleanza politico-elettorale tra il Movimento per le autonomie (MpA) siciliano e la Lega Nord secessionista e razzista. Adesso proponiamo cenni sulla storia del MpA.

Del feroce scontro in seno all'UdC siciliano che porta alla scissione del partito e alla nascita dell'MpA si comincia ad avere i primi sentori nel 2004.
Scalpore fece nell'ottobre 2004 lo sfregio all'allora segretario siciliano dell'UdC, Raffaele Lombardo, che si vide tappezzare Catania, la sua città, con manifesti listati a lutto in cui se ne annunciava la morte: "Ieri è venuto a mancare l'uomo più amato dai siciliani: il Presidente Raffaele Lombardo, di 54 anni. Con immutato dolore i siciliani tutti ne danno il triste annuncio". Scalpore soprattutto perché gli autori del lugubre scherzo erano i suoi camerati di partito.

Lo stesso giorno a Catania si svolgeva la manifestazione regionale del gruppo dei cosiddetti "quarantenni", i più acerrimi nemici di Lombardo. Invitato d'onore alla manifestazione il sottosegretario Mario Baccini, odiatissimo da Lombardo.
Secondo alcune voci di corridoio Baccini avrebbe fatto pressioni su Casini per impedire a Lombardo di arrivare ad una poltrona di ministro. Da tempo quello del potentissimo e altrettanto ambizioso ex-segretario siciliano dell'Udc era un nome che circolava nella Casa del fascio per incarichi nazionali.

Lombardo, infatti, è il leader di un potentissimo gruppo clientelare che fino a qualche tempo fa stava nel partito di Casini in Sicilia e che adesso è divenuto la dirigenza dell'MpA. Il punto di forza di Lombardo è l'assessorato alla sanità che detiene tramite Pistorio, suo fedelissimo, prima nell'UdC e adesso nell'MpA. Ed è proprio la divisione tra i vicinissimi a Lombardo dei posti di potere in Sicilia che scatena la critica in seno all'UdC.

La goccia che fa traboccare il vaso si ha nel marzo del 2005. I cosiddetti "quarantenni", a seguito della conferma di tutti i manager corrotti della sanità siciliana, mettono sotto accusa il segretario regionale dell'UdC e il presidente della regione Cuffaro, chiedendo la convocazione della Commissione nazionale antimafia. Intanto, annunciano l´uscita dalla maggioranza dell´Assemblea regionale siciliana (Ars) e rivendicano il ruolo di "vera Udc", contro la linea Cuffaro-Lombardo.

La polemica investe anche settori del partito a livello nazionale: "Le decisioni del governo Cuffaro - affermano una decina di deputati nazionali - adottate in materia di sanità ci impediscono di continuare a sostenerne l'azione. Ci sembra giusto e moralmente doveroso prendere pubblicamente le distanze da un governo e dall'azione di una parte dell´Udc". Da questo scontro nasce anche la feroce polemica ripresa dai quotidiani nazionali sul ricovero di Provenzano a Marsiglia con la copertura di esponenti delle istituzioni siciliane.
È sotto attacco per le nomine il fedelissimo di Lombardo, l'assessore alla sanità Pistorio, che dopo aver confermato tutti i manager inquisiti ignora la bufera politica. Ma sotto attacco è lo stesso Lombardo poiché tra i manager e i nuovi dirigenti c'è anche Francesco Judica, nominato direttore dell´Ausl 4 di Agrigento, che proprio di Lombardo è il cognato.

Le battaglie per la supremazia nell'UdC in Sicilia e la divisione dei posti che contano si fanno sempre più aspre. Nello stesso periodo si dimettono per "protesta" alcuni segretari provinciali, mentre alcuni amministratori cambiano di fronte.
Uno dei più aspri oppositori dell'asse Lombardo-Cuffaro è Massimo Grillo, deputato nazionale eletto a Trapani, che accusa: "nell'UdC non vi è stata, come nei partiti democratici, una maggioranza e una minoranza. Ma solo una parte: l'asse Cuffaro e Lombardo". A Grillo, considerato uno dei principali artefici della scissione che porterà via dal partito Lombardo, con migliaia di voti, è stato servito il piatto freddo della vendetta democristiana.

La frattura si consumò nella primavera 2005, quando l'allora segretario Follini, tentando di salvarsi la faccia di fronte alle accuse di mafia e corruzione che pendevano sul suo partito in Sicilia, scelse di inviare un "supervisore". La filomafiosa dirigenza regionale dell'UdC insorse e l'asse Cuffaro-Lombardo finì con l'incassare, addirittura, la solidarietà di una certa area del "centro-sinistra" siciliano, offeso per una presunta "lesa maestà autonomista" commessa dall'UdC nazionale con l'"indebita" ingerenza.

Il commissario di Follini non riesce a evitare la scissione. Il potentissimo Lombardo non ammette limitazioni di sorta al suo potere clientelare. A maggio 2005 la spaccatura è ormai consumata: Lombardo non ha ancora abbandonato l'UdC ma decide che è arrivato il tempo di provare la consistenza elettorale del suo potere clientelare. Durante la campagna per il rinnovo del consiglio e l'elezione del neopodestà della seconda città siciliana, Catania, Lombardo presenta ben quattro liste autonomiste a lui collegate. In quella occasione si diffonde a Catania e in Sicilia la voce di contatti sottobanco tra Lombardo e il candidato del "centro-sinistra" a neopodestà di Catania, l'ex-ministro di polizia Bianco. Del resto sui manifesti delle liste di Lombardo non vi è l'indicazione di voto sul sindaco. Nel segreto delle urne i voti delle liste autonomiste di Lombardo vanno al candidato del "centro-destra", conosciuto come il medico personale del neoduce Berlusconi, Umberto Scapagnini, che viene eletto neopodestà di Catania.

Le liste di Lombardo formate da manager di aziende pubbliche e private, da professionisti più o meno chiacchierati, raccogliendo migliaia di voti fanno tra l'altro scendere l'astensionismo nella metropoli etnea.

Uscendo dalla vittoria di Catania, a luglio 2005, Lombardo lancia la costituente del Movimento per le Autonomie. È in questa sede che il leader secessionista varca i confini della Sicilia e si erge a "paladino" del Mezzogiorno, lanciando l'avvertimento al neoduce: "Ritengo che dal premier Silvio Berlusconi non potranno che venire dei riscontri alle nostre richieste. Ma se non dovessero arrivare risposte precise per il Mezzogiorno, allora il centrodestra dovrà prepararsi alla sconfitta perché molto alto sarebbe il voto di protesta". Il messaggio è chiaro: Lombardo lascia intendere che potrebbe passare al "centro-sinistra". I leader dell'"Unione" colgono il messaggio e cominciano a corteggiare sempre più serratamene l'MpA.

A ridosso della formazione del gruppo dell'MpA al parlamento siciliano Fassino incontra Lombardo. Ma costui non sceglie lo schieramento e il tira e molla con le due coalizioni borghesi dura fino alla vigilia della campagna per le politiche, con momenti di forte scontro nella Casa del fascio.

A settembre 2005 Lombardo riesce a mettere piede nel Consiglio comunale di Palermo. Aderiscono all'MpA 7 consiglieri provenienti da diversi partiti del "centro-destra". Va in crisi la roccaforte di Forza Italia in Sicilia, la giunta di Palermo: attaccano il neopodestà forzista Cammarata, il pupo del caporione Micciché. L'MpA minaccia la sfiducia alla giunta palermitana, Lombardo vuole assessori in giunta. Lo scontro rientra con la mediazione del boss Cuffaro.
È a Messina, tuttavia, che Lombardo, nel dicembre 2005, lancia l'attacco che fa capire a Berlusconi che conviene scendere a patti se vuole che l'MpA ritorni all'ovile. Lombardo lascia al proprio elettorato "libertà di scelta" per i candidati a neopodestà di Messina e crollano le preferenze al candidato del "centro-destra", vince il "centro-sinistra" con Genovese.


In occasione della discussione sulle possibili elezioni anticipate in Sicilia si apre lo scontro tra l'asse Lombardo-Cuffaro e il caporione forzista Micciché. Quest'ultimo vuol bloccare la pericolosa ascesa di Lombardo e promette a Cuffaro le elezioni anticipate se l'assessorato alla Sanità viene tolto all'MpA e dato a Forza Italia. Ma, elezioni anticipate o meno, Forza Italia dovrà rassegnarsi ad andare alle politiche e alle regionali senza l'assessorato alla Sanità. Cuffaro, infatti, protegge Lombardo e risponde picche a Micciché: "non credo che ci sia il tempo per un passaggio di testimone alla Sanità".

Intanto i rimbambiti dirigenti del "centro-sinistra" siciliano e nazionale vanno sempre più in brodo di giuggiole per il neofascista secessionista e filomafioso Lombardo. Al primo congresso nazionale dell'MpA, svoltosi a Bari dal 16 al 18 novembre scorso, ad osannare Lombardo, in prima fila, accanto a Micciché e Cuffaro al responsabile per il Sud della Lega Nord, Giacomo Chiappare, ci stanno "antimafiosi" del calibro di Luciano Violante, del segretario dei DS siciliani, Capodicasa, esponenti della Margherita come Fioron, Mauro Fabris dell'Udeur. La chicca, tuttavia, è la presenza di Rifondazione con il presidente della regione Puglia Nichi Vendola che si sente in dovere di portare i saluti di padrone di casa a Lombardo.

I procacciatori di voti del "centro-sinistra" rimangono però con un pugno di mosche, condito dalla figura indecente di fronte alle masse popolari. Lombardo, infatti, com'era prevedibile, dà il ben servito a Violante, Fassino, Vendola e rientra nella Casa del fascio.

Alla memoria rimanga questo: in occasione di Mediterracqua, il Forum internazionale sull'acqua, la delegazione del PMLI criticò aspramente l'intervento di Lombardo che, nel portare i suoi saluti poco graditi al convegno, giustificava la scelta di privatizzare la gestione idrica in Sicilia. Il nostro fu l'unico Partito che, contro le posizioni troppo morbide di Rifondazione & c., fece chiarezza in assemblea sulla natura neofascista e filomafiosa di quel personaggio e del suo compare Cuffaro e riuscì a far sollevare da parte dei presenti una critica all'organizzazione della manifestazione per l'invito a presenziare rivolto a Lombardo.

15 marzo 2006


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permalink | inviato da salvodileo il 28/1/2008 alle 23:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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